Al cerchio in cui l'omo si sostenga
Nasce e more e torna a cieco nulla,
Vid’io che umana doglia v'appartenga.
Di ciò che manca - d'esser si trastulla.
In suo fallace corso giace frale
Qual fronda che’l furor del vento annulla.
E s’ogni ente fusse di tal mortale
Restrizione, già mai non fora fía
Principio alcun, né moto naturale.
Però v'è forza d’esser che non cede
A morte né a mutar di tempo ria.
Sta per sé ferma - e d’altro non richiede.
Quel è Colui che move ogni desio.
Che dà necessitade a ciò che langue,
In sé si coglie etterno, e n'è avvío.
Non parte d’altri, né d’altri s'impingue
Luce che sé medesma in sé s’accende
D’ogne cosa è Prima - e di nulla angue.
Nasce e more e torna a cieco nulla,
Vid’io che umana doglia v'appartenga.
Di ciò che manca - d'esser si trastulla.
In suo fallace corso giace frale
Qual fronda che’l furor del vento annulla.
E s’ogni ente fusse di tal mortale
Restrizione, già mai non fora fía
Principio alcun, né moto naturale.
Però v'è forza d’esser che non cede
A morte né a mutar di tempo ria.
Sta per sé ferma - e d’altro non richiede.
Quel è Colui che move ogni desio.
Che dà necessitade a ciò che langue,
In sé si coglie etterno, e n'è avvío.
Non parte d’altri, né d’altri s'impingue
Luce che sé medesma in sé s’accende
D’ogne cosa è Prima - e di nulla angue.
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